12/03/24 – ECM – SIAMO FATTI DI STORIE – La medicina narrativa per la cura di sé e dell’altro

Quando

12 marzo 2024

edizione mattino 8.30-12.30

edizione pomeriggio 14.30-18.30

ECM 4

Dove

Iscrizione

portale WHR

Codice whr mattina: 42195.1
Codice whr pomeriggio : 42195.2

docente e responsabile scientifico:

Paola Arcadi (infermiera, Direttore Didattico Corso di Laurea in Infermieristica Università degli
Studi di Milano, ASST Melegnano e Martesana)

responsabile organizzativo:

Antonella Lanzilotto formazione@opirimini.it

obiettivi del corso

L’evento si pone l’obiettivo di riflettere sulle dimensioni narrative della cura fornire elementi di riflessione sulle posture relazionali utili a tradurre il vissuto dei pazienti e sulle competenze narrative stimolare i partecipanti all’emersione del vissuto e alla condivisione fornire una panoramica sui principali strumenti narrativi promuovere l’approccio narrativo nella pratica professionale infermieristica.

Foto di Karolina Grabowska: https://www.pexels.com/it-it/foto/salutare-uomo-mano-senza-volto-4021779/

razionale


Ciascuno di noi – curanti e curati – è una VITA, all’interno della quale è tracciata una storia, una
trama di vissuti che influenzano idee, percezioni, atteggiamenti, desideri e speranze inerenti la
malattia e la cura. L’esperienza di malattia è collocata infatti all’interno di una storia di vita, che
non è solo e soltanto vicenda di malattia. Quando interviene una malattia spesso la trama della
propria storia necessita di essere ricostruita, ricondotta, chiarita, affinché si possa costruire un
significato condiviso, vero punto di partenza per un percorso di accettazione e di cura e di terapia.
La prima funzione della narrazione è quella di entrare nel mondo dell’esperienza di malattia, al
fine di aiutare a trovare un significato condiviso di questa storia, condiviso tra curante e paziente,
in una relazione che è un incontro tra due storie.
Le pratiche narrative, ancor prima che un insieme di apparati metodologici e strumentali,
rappresentano un modo di “stare” nella relazione con i pazienti, e che mette al centro
esattamente questa relazione.
Concretamente, dunque, fare “medicina narrativa” significa sviluppare la competenza dell’ascolto,
utilizzare dispositivi che favoriscano l’emersione delle storie (diari, autobiografie..), integrare le
Medical Humanities nella cura. Ciò presuppone un lavoro continuo di formazione allo sviluppo di
competenze narrative, che coinvolge altresì la lettura, la poesia, la musica, la pittura, tutti gli
elementi artistici che ci aiutano a comprendere l’umano e le dimensioni che lo compongono.
Narrare aiuta anche chi cura.
Non possiamo infatti avere interesse per qualcuno se esauriamo o ci viene richiesto di esaurire
l’interesse per noi stessi, ovvero, non possiamo aver cura autenticamente di qualcuno se non
coltiviamo la cura per noi stessi. La narrazione aiuta a far emergere, a far condividere tra colleghi
la condizione umana che è un tutt’uno con la condizione professionale. E’ dunque anche uno
strumento per curare chi cura.

programma

PROGRAMMA RIPETUTO NEL POMERIGGIO DALLE ORE 14:30 ALLE ORE 18:30 CON I MEDESIMI ARGOMENTI

08,30-08,45 (14.30-14.45) iscrizione partecipanti

08,45-10,30 (14.30-16.30)
La Medicina narrativa come ponte tra scienza e vita.
Il significato delle storie nella vita e nella cura.
La narrazione come strumento di cura dei curanti.
Le competenze narrative tra teoria e pratica.
le competenze narrative: ascolto, riflessione, rappresentazione e connessione.
i principali metodi e strumenti della medicina narrativa.
il legame tra le pratiche narrative e le Medical Humanities
.

10,30- 10,45 (16.30-16.45 )pausa

10,45 -12,00 (16.45-18.00)
Siamo fatti di storie: narrazioni emblematiche di buona cura
Condivisioni di stimoli narrativi: close-reading, scrittura

12,00-12,30 (18.00-18.30 )Discussione e confronto dei partecipanti e test di apprendimento e chiusura dei lavori

PROGRAMMA RIPETUTO NEL POMERIGGIO DALLE ORE 14:30 ALLE ORE 18:30 CON I MEDESIMI ARGOMENTI